Le aree protette sono 1045, di cui 30 aree marine

Il sen. Claudio Barbaro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica agli Stati Generali delle aree protette in corso a Roma:
I numeri
Le aree protette rappresentano il 20% del territorio italiano, con 2 milioni di lavoratori.
Sono 1045, di cui 30 aree marine.
“Dobbiamo raggiungere quella dignità delle aree protette che finora non si è mai raggiunta e che noi reputiamo debba aumentare all’interno della percezione della pubblica opinione e delle istituzioni”.
“Le soluzioni emergeranno dal dibattito di questi due giorni.
Avremo un documento finale, condiviso ed emendabile.
Vogliamo creare tutte le opportunità di confronto e concertazione che da qui ad oggi verremo a trovare nel nostro percorso e nel rapporto di collaborazione che instaureremo con ognuno di noi”.
“Abbiamo voluto indicare delle criticità principalmente per l’adeguamento legge 394, ma auspichiamo che da questo dibattito emergano proposte da inserire nel documento finale che traccerà il percorso anche normativo”.
Legge 394
La norma è datata perché risale a ben 33 anni fa ma è un’ottima legge che necessita di un tagliando.
Ci sono proposte di legge che giacciono alla camera e al senato. Quando avremo le idee chiare presenteremo un disegno di legge governativo.
- Ricostituzione del programma triennale.
Era lo strumento di programmazione dell’attività delle aree protette soppresso nel 2008. La sua ricostituzione è uno dei temi su cui gli Stati Generali sono chiamati a dibattere.
A livello centrale, occorrerebbe infatti prevedere uno strumento di coordinamento delle politiche e delle attività per le aree protette. Si potrebbe riproporre il soppresso programma triennale. La predisposizione competerebbe al MASE attraverso tavoli tecnici con le altre amministrazioni centrali e le regioni.
Questo sarebbe approvato in Conferenza Unificata. Tra le previsioni prioritarie potrebbero esserci il finanziamento e l’integrazione operativa delle aree protette nazionali e regionali per la creazione di un sistema coordinato.
- Agenzia nazionale indipendente delle aree protette
Sempre nell’ottica di sistematizzazione, si potrebbe pensare di istituire un’agenzia nazionale indipendente di tutte le aree protette per dare vita a processi di comunicazione omogenei, garantire sistemi – cita nel processo di digitalizzazione (es.: siti e indirizzi mail uniformi) e infine pensare all’ipotesi di una centralizzazione nella fornitura di servizi per sfruttare le economie di scala.
- Una governance datata
L’articolo 9 della legge 394, che disciplina le procedure di nomina dei componenti degli Enti parco, è elefantiaco e causa di rallentamenti nei processi di governance.
Possibili spunti di riflessione:
Semplificazione dell’articolato per le procedure di nomina.
Riflessione sul ruolo del Consiglio Direttivo allargamento alle associazioni agricole o limitarlo al ruolo di organi consultivo o abolirlo.
- Il ruolo delle aree marine protette. C’è uno squilibrio rispetto ai parchi nazionali e un sottodimensionamento.
- Utilizzo delle risorse pubbliche. Ci sono differenza nel generare introiti tra aree protette. L’incidenza del contributo pubblico rispetto alla capacità di generare introiti è un elemento su cui riflettere e per stimolare. Possibilità di cercare sponsorizzazioni.
IN CONCLUSIONE
Le aree protette di tutto il mondo ospitano ogni anno 8 miliardi di visite, ed in Italia abbiamo sfiorato le 100 milioni di presenze, senza considerare che, direttamente o indirettamente, milioni di italiani sono impiegati in attività che coinvolgono o si esercitano nelle aree protette.
Un’autentica rivoluzione ci attende.
In conclusione abbiamo la necessità di fare rete.
Proposta: creare una commissione all’interno della conferenza unificata che permetta confronto costante con tutti gli attori a livello nazionale e territoriale.
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