LIFE BEEadapt: le iniziative in occasione del 20 maggio, giornata mondiale delle api

Con la scomparsa degli impollinatori a rischio anche la produzione agricola
19 Maggio 2024

Meno spazi vitali dovuti alla perdita dei loro habitat naturali per via dell’urbanizzazione e dell’uso intensivo del suolo; declino delle popolazioni a causa dell’uso massivo di pesticidi e dell’intensificazione dell’agricoltura; incremento della diffusione di parassiti e malattie; e, infine, l’alterazione dei cicli vitali dovuta ai cambiamenti climatici e alle loro conseguenze, come l’aumento delle temperature, la siccità, la maggiore frequenza di eventi climatici estremi e la scarsa disponibilità di risorse alimentari: questi sono alcuni dei motivi che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza degli impollinatori a livello globale.   

20 maggio GM api lycaena virgaureae da Parco nazionale appennino tosco emiliano
Lycaena virgaureae da Parco nazionale appennino tosco-emiliano

Il progetto LIFE BEEadapt – a pact for pollinators adaptation to climate change, cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione europea, nasce proprio per tutelare gli impollinatori e mitigare i rischi associati al progressivo degrado degli ecosistemi e alla crisi climatica, sviluppando una strategia condivisa su diverse aree geografiche.

Un’azione tanto importante quanto necessaria vista l’importanza degli impollinatori per il mantenimento di interi ecosistemi e della biodiversità. 

In Europa, infatti, circa quattro specie su cinque di piante selvatiche a fioritura spontanea dipendono dall’impollinazione animale. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, una stima di 3,7 miliardi di euro della produzione agricola annua dell’Unione Europea dipende direttamente dagli insetti impollinatori: il loro declino e la scomparsa di alcune specie, dunque, avrebbe conseguenze non solo in termini di alterazione dei servizi ecosistemici e della biodiversità complessiva, ma anche a livello socioeconomico.  

Api: Legambiente promuove le attività del progetto nell’ambito della campagna Save the queen

In occasione della giornata mondiale delle api (20 maggio), il progetto LIFE BEEadapt porta di nuovo l’attenzione del pubblico su questi temi, su cui il partenariato sta lavorando, organizzando attività sul territorio, tavoli di coordinamento e iniziative di sensibilizzazione.

In questi giorni, anche i circoli territoriali di Legambiente stanno promuovendo le attività del progetto nell’ambito della campagna Save the queen, che condivide con LIFE BEEadapt i valori e gli scopi. Presso i circoli sono stati infatti installati dei Bee Hotel (strutture artificiali per aiutare gli insetti impollinatori) proprio al fine di sensibilizzare in merito alla tutela degli impollinatori e l’importanza di portare avanti azioni concrete per la loro salvaguardia.

Da dove nasce il bisogno di intraprendere azioni in difesa degli impollinatori?

Alcune specie di impollinatori come le farfalle sono studiate da decenni in Europa Occidentale e i dati raccolti dipingono ad oggi un quadro globale non rassicurante. La scomparsa di queste specie, dovuta interamente ad attività umane (agricoltura intensiva, uso di pesticidi, frammentazione dell’habitat…), è un monito del declino che gli ecosistemi stanno subendo.

Poiché i cambiamenti climatici favoriscono la proliferazione di alcune specie in contesti a loro precedentemente alieni, questo rischia di alterare gli ecosistemi e provoca un falso senso di tranquillità in quanto inganna sul reale stato di salute di una specie – da qui la necessità non solo di tutelare gli impollinatori, ma anche di effettuare azioni di monitoraggio e ricerca costante per comprendere la reale situazione.  

In aggiunta a questo, da uno studio del 2020 (Duchenne et al.) è stato possibile vedere che, su 2027 specie di insetti europee prese in esame, la maggior parte di queste negli ultimi 60 anni abbia anticipato di 6 giorni il proprio volo, diminuendone la durata a 2 giorni.

Questo ha provocato un’alterazione nella distribuzione stagionale dei servizi di impollinazione, diminuendo la sincronia tra impollinatori e periodo di fioritura.    

Sebbene il quadro completo della situazione a livello di territorio di progetto ancora non sia disponibile, dai dati già in nostro possesso è chiaro che la necessità di intervenire esiste e che occorre attuare interventi concreti di adattamento a favore degli impollinatori sin da subito”, ha dichiarato Willy Reggioni, Responsabile servizio conservazione della natura del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, partner capofila del progetto LIFE BEEadapt.

”Anche a livello locale occorre intervenire per sostenere le popolazioni di insetti impollinatori, intraprendendo alcune azioni precise finalizzate alla conservazione degli habitat naturali o al ripristino di questi e quindi ad aumentare la connettività tra aree adatte agli impollinatori”. 

Un progetto dell’Unione Europea condotto in Belgio dal 2009 al 2014 ha infatti dimostrato come, ripristinando o creando le condizioni ambientali favorevoli per la proliferazione di tre specie di farfalle a rischio, si sia riusciti ad ottenere che queste tre specie raggiungessero numeri di popolazione uguali a quelli riscontrati nelle aree in cui l’habitat era stato mantenuto.

Si è inoltre osservato che diverse altre specie di farfalle e di insetti, e altri gruppi tassonomici come pipistrelli, rettili, uccelli e piante, hanno beneficiato di queste nuove aree naturali. 

La scomparsa degli impollinatori è ormai un problema globale e sistemico che può e deve essere contenuto.

LIFE BEEadapt: il coinvolgimento di aree rurali, aree agricole e aree periurbane

Il progetto LIFE BEEadapt ha deciso di affrontarlo in maniera ampia e complessa: ad essere coinvolte nell’iniziativa non sono infatti solo aree rurali (come il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, la Riserva naturale Monte Torricchio nelle Marche) o aree agricole (l’Agro Pontino nel Lazio), ma anche aree periurbane (le aree protette gestite da Roma Natura, nel Lazio) e urbane (il Comune di Aprilia).

Ricerche recenti hanno infatti suggerito l’importanza ecologica delle città per gli impollinatori per la presenza di aree verdi e la connettività tra di esse, anche se allo stesso tempo le alte temperature che si raggiungono nelle aree urbane in primavera ed estate rischiano di acuire ulteriormente l’evoluzione di certe specie d’api a favore di altre, meno predisposte a sopravvivere in queste condizioni.  

LIFE BEEadapt si propone di elaborare strategie che siano modello di sostenibilità e replicabilità che possano essere adottate da stakeholder privati e pubblici perché gli impollinatori riescano a adattarsi efficacemente agli sconvolgimenti dati dalla crisi climatica.

Perché ciò avvenga è fondamentale comprendere quali attività antropiche pongono più rischi nei loro confronti e intervenire anche verso queste, in una convivenza uomo-ambiente che permetta un fruttuoso adattamento alle sfide del cambiamento climatico da entrambe le parti.  

20 maggio GM api Lepidottero Pretino Amata phegea Guarcino FR copy
Lepidottero Pretino Amata phegea Guarcino FR copy
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