Carabinieri e WWF insieme per rimuovere ghost gear dal mare ligure

12 Novembre 2025
Rete fantasma

Maxi rete fantasma rimossa al largo del porto di Genova

Si è conclusa ieri con successo a Genova una complessa operazione subacquea per rimuovere una maxi rete fantasma dai fondali poco fuori dal porto.
La ghost gear, una rete di 1100 chili dispersa, era impigliata nei resti di una piattaforma petrolifera dismessa, tra i 4 e i 45 metri di profondità.

All’interno della rete sono stati ritrovati resti di specie ittiche come boga e castagnola rossa, insieme a coralli.
L’intervento, durato dieci giornate di lavoro, ha visto impegnati 17 subacquei del Centro Subacquei Carabinieri di Genova e del Nucleo Subacquei Carabinieri, con il supporto scientifico del WWF Italia e il supporto logistico di AMIU Genova per lo smaltimento del materiale recuperato.

Il progetto WWF Ghost Gear e la collaborazione istituzionale

L’operazione fa parte del progetto WWF Ghost Gear, finanziato dalla Fondazione Segre, che mira a mappare, recuperare e prevenire la dispersione di attrezzi da pesca abbandonati nel Mediterraneo, promuovendo al contempo soluzioni di economia circolare per le reti dismesse.

Le dichiarazioni del WWF Italia

“Ogni rete recuperata è un pericolo in meno per il mare e un segnale concreto che la collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e il settore pesca può fare la differenza,” ha dichiarato Giulia Prato, responsabile mare del WWF Italia.
“Le reti fantasma sono trappole pericolose che continuano a uccidere per anni e disperdono microplastiche: liberare i fondali significa restituire un habitat sano alla fauna marina.”

Operazioni tecniche e sicurezza subacquea

Le operazioni subacquee hanno richiesto una pianificazione tecnica accurata.
I subacquei dei Carabinieri hanno lavorato in condizioni di visibilità limitata, procedendo al taglio e alla rimozione della rete in più sezioni, successivamente issate a bordo delle motovedette di supporto alle operazioni.

“È stato un intervento complesso e ad alto valore ambientale,” ha commentato il Colonnello Samuele Sighinolfi, Comandante del Centro Subacquei dei Carabinieri di Genova.
“La sinergia con WWF, AMIU Genova e GE.AM. ha permesso di agire in sicurezza e in modo efficace, dimostrando come la tutela del mare passi anche da operazioni di questo tipo.”

Smaltimento e recupero del materiale

Una volta sbarcata al porto, la rete fantasma è stata presa in carico da AMIU Genova, che ne curerà lo smaltimento secondo le procedure previste per i rifiuti marini.
Il materiale sbarcato sarà destinato al recupero energetico, la migliore forma di valorizzazione ambientale oggi possibile per questa tipologia di rifiuto.

“Il corretto smaltimento di materiali di questo tipo è essenziale per chiudere il cerchio dell’economia sostenibile,” ha spiegato Tiziana Merlino, dirigente Transizione Digitale e Ecologica AMIU Genova.
“Ogni recupero non è solo un gesto simbolico, ma un passo concreto verso un mare più pulito.”

Ghost gear: una minaccia per la biodiversità

I cosiddetti “ghost gear” rappresentano una delle minacce più gravi per la biodiversità marina: gli attrezzi da pesca abbandonati o persi continuano a intrappolare pesci, tartarughe e mammiferi per anni, degradandosi lentamente in microplastiche.

Attraverso il progetto WWF Ghost Gear, attivo in Italia e Croazia, sono già state mappate e recuperate decine di quintali di attrezzi da pesca abbandonati, con il coinvolgimento di pescatori, sub, aziende di riciclo e comunità locali.

App WWF Ghost Net Zero: segnalare per salvare il mare

Il WWF invita pescatori, subacquei, cittadini e operatori del mare a contribuire alla lotta contro le reti fantasma, scaricando l’app WWF Ghost Net Zero, che permette di segnalare in sicurezza la presenza di attrezzi dispersi.